
Solitario. Nella notte. Va.
E’ così che prende forma un articolo di terzoincomodo.
Ok lo ammetto mi sono imposto di scrivere qualcosa giusto perchè volevo postare l’immagine. Se ricordo bene 2 post in 2 giorni non porta bene ma chissene.
Gheddafi.
Prima vivo, poi morto, poi forse morto, poi rivivo, prima alleato, poi nemico numero 1, prima “non mi arrenderò mai”, poi “disponibile alla resa”, adesso “combatteremo fino alla vittoria”…
Insomma un uomo pieno di risorse, che ha saputo rompere i cosiddetti e che ora se la sta prendendo in quel posto.
Un uomo che ha minacciato a destra e a manca, uno degli ultimi di una stirpe di dittatori di cui faremo volentieri a meno ma che probabilmente qualcosa da Silvio l’avrà pure imparata e pertanto penso che non ci libereremo presto di lui.
Ma al di là di parlare di questa assurda guerra, di tutti gli interessi in ballo che si può dire di nuovo?
L’unica cosa a cui riesco a pensare è a quei bei giornalisti, paladini dell’informazione, della cronaca, del reportage, che ogni tanto vengono catturati. Insomma mi viene da immaginare questi con gli occhioni scintillanti che aspettavano una guerra da anni. E vederli all’arrembaggio, quasi soldati, sempre a caccia di un pulitzer, di una foto da appendere al caminetto di cui sentirsi orgogliosi.
Sanguisughe.