
Con l’anno nuovo ho deciso di riflettere, forse era necessario.
“Ah povera italia come siamo caduti in basso”, recitava un mio vecchio professore oltre 10 anni fa. Ma le cose vanno realmente male? Iniziamo col dire che le cose vanno e basta.
Un paese sospeso nel vuoto, dove bene o male tutti fanno ciò che gli comoda, fatta una legge se ne trova sempre il raggiro. L’onestà di certo non è di casa qui. La sagra del luogo comune che fa ridere mezza europa e preoccupa addirittura il New York Times che ci dedica un’articoletto che altro non fa che confermare il nostro stato d’animo. Sfiducia e preoccupazione.
Laureati che scappano all’estero, immigrati che invece trovano lavoro ovunque, economia a pezzi, aziende nazionali in bancarotta ma che continuano ad esistere, politici corrotti e poco deterministici, amministrazioni pubbliche che speculano sulle tasche dei contribuenti, sanità, mafia, chiesa, famiglie che pur lavorando onestamente non arrivano a fine mese oppure ci arrivano senza poter risparmiare nulla, famiglie che si affidano alle finanziarie indebitandosi, “bamboccioni” che si accontentano di lavori normali, onesti non vedono un futuro e rimangono in casa con le famiglie.
Un ritratto di un paese che man mano giunge alla deriva ma che continua a sopravvivere forse grazie a persone che ci credono ancora, persone che forse ancora hanno conservato il loro briciolo di orgoglio del fatto di essere nate qui, della cultura che ha potuto crearsi, della nostra storia, o più semplicemente della speranza che essi ripongono ancora qui.
Forse io sono uno di quei pochi romantici che ci crede ancora.
Ma chi determina il male? Forse noi stessi che non ci siamo mai interessati, forse la generazione prima che stava bene e lasciava fare, forse chi in principio ha acceso la macchina dello stato, ma per quale scopo? Soldi? Potere?
Ecco allora che se quelli che hanno in mano le sorti di questo paese prendessero quel poco di dignità che gli rimane e si facessero da parte, lasciando spazio alle nuove generazioni di gestire il futuro, il nostro futuro, forse le cose cambierebbero.
Ecco allora se coalizioni di uomini liberi, giusti, dall’economia alla politica prendessero in mano le sorti di questo paese, forse questo paese avrebbe il rispetto che gli spetta, quel rispetto che da troppo tempo gli è negato.
Forse in quest’epoca di globalità nessuno ha più voglia ne la forza per guardare oltre, ne ha il tempo per soffermarsi sulle cose di ogni giorno, semplicemente cambia canale premendo un bottone.
Le cose non sono cambiate, siamo noi che le vediamo in maniera diversa.
profondamente colpito, e assolutamente d’accordo, con l’ultima frase.
..loro non molleranno,NEMMENO NOI ! LIBERA INFORMAZIONE IN LIBERO STATO !