eBay: un case difficile…

12 01 2008

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Ogni tanto mi piace vendere qualcosa sul sopracitato sito di aste, per svariati motivi
A. funziona
B. mi libero di cose che nn uso più
C. ci guadagno anche qualcosa
D. di solito mi va bene e non ho problemi

Accadde dunque che tempo fa decisi di liberarmi di un case per pc, ovvero lo scatolotto di metallo dove solitamente vengono alloggiati i componenti di un pc… niente di più facile no? Una maledettissima scatola di metallo in pratica.
Scrivo questa storiella perchè merita di essere ricordata…

Metto la foto, compilo l’asta ed invio l’inserzione…

…dopo un paio di giorni mi arriva un messaggio sconcertante e cito

“che colore é ,é funzionante e l”inbalaggio per la spedizione comè -ciao”

A parte l’italiano poco ortodosso, alla richiesta di sapere il colore, evidente dalla foto e per altro specificato nel testo dell’inserzione, e se fosse funzionante…. rimasi alquanto basito.
Risposi ovviamente che l’alimentatore funzionava…
Dopo aver tentato di concludere l’asta offrendomi l’irrisoria cifra di 20 euro spese di spedizione comprese immagino, riuscì a vincere l’asta.
I successivi messaggi mi crearono un dubbio atroce…

“scusami ma il flopy e montato o no o devo montarlo io”

E qui la sensazione che il tipo pensasse di aver comprato un pc completo era leggermente palpabile…

“devo comprarlo, ma vedevo la foto sopra la tua, mi sembra montato”

Spiegai all’ignaro che si trattava della mascherina esterna…

Giorni dopo arrivò il pacco a destinazione, così chiesi gentilmente di rilasciarmi feedback, cosa che io avevo già fatto… ma mi mandò altri messaggi…

“sto montando la scheda e nel collegare i i fili alla scheda madre ,non trovo speaker connector
la scheda madre e una asus pas800d
non si accendono le spie,”

Risposi cortesemente ricordandogli di lasciarmi feedback… ma sto feedback non arrivava… per altro avevo notato che in altre aste precedenti su articoli più “complessi” lo aveva rilasciato…

“ciao scusa .ti chiedo sul frontale ce il tasto di accensione ,poi ce la spia ahrd disk .l”altra spia cosé”

A quest’ultima domanda gettai la spugna e non gli risposi più… hai comprato un cazzo di case asus con alimentatore a un costo equivalente al niente e mi rompi con domande pseudo-tecniche in un italiano assurdo e scritto facendo a botte con la tastiera, non mi lasci feedback e magari pretendi che ti spieghi che ci sono solo due stra-maledette spie davanti al case?????

Eh no cazzo!





Finchè a noi va bene…

5 01 2008

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Con l’anno nuovo ho deciso di riflettere, forse era necessario.

“Ah povera italia come siamo caduti in basso”, recitava un mio vecchio professore oltre 10 anni fa. Ma le cose vanno realmente male? Iniziamo col dire che le cose vanno e basta.
Un paese sospeso nel vuoto, dove bene o male tutti fanno ciò che gli comoda, fatta una legge se ne trova sempre il raggiro. L’onestà di certo non è di casa qui. La sagra del luogo comune che fa ridere mezza europa e preoccupa addirittura il New York Times che ci dedica un’articoletto che altro non fa che confermare il nostro stato d’animo. Sfiducia e preoccupazione.

Laureati che scappano all’estero, immigrati che invece trovano lavoro ovunque, economia a pezzi, aziende nazionali in bancarotta ma che continuano ad esistere, politici corrotti e poco deterministici, amministrazioni pubbliche che speculano sulle tasche dei contribuenti, sanità, mafia, chiesa, famiglie che pur lavorando onestamente non arrivano a fine mese oppure ci arrivano senza poter risparmiare nulla, famiglie che si affidano alle finanziarie indebitandosi, “bamboccioni” che si accontentano di lavori normali, onesti non vedono un futuro e rimangono in casa con le famiglie.

Un ritratto di un paese che man mano giunge alla deriva ma che continua a sopravvivere forse grazie a persone che ci credono ancora, persone che forse ancora hanno conservato il loro briciolo di orgoglio del fatto di essere nate qui, della cultura che ha potuto crearsi, della nostra storia, o più semplicemente della speranza che essi ripongono ancora qui.

Forse io sono uno di quei pochi romantici che ci crede ancora.

Ma chi determina il male? Forse noi stessi che non ci siamo mai interessati, forse la generazione prima che stava bene e lasciava fare, forse chi in principio ha acceso la macchina dello stato, ma per quale scopo? Soldi? Potere?

Ecco allora che se quelli che hanno in mano le sorti di questo paese prendessero quel poco di dignità che gli rimane e si facessero da parte, lasciando spazio alle nuove generazioni di gestire il futuro, il nostro futuro, forse le cose cambierebbero.

Ecco allora se coalizioni di uomini liberi, giusti, dall’economia alla politica prendessero in mano le sorti di questo paese, forse questo paese avrebbe il rispetto che gli spetta, quel rispetto che da troppo tempo gli è negato.

Forse in quest’epoca di globalità nessuno ha più voglia ne la forza per guardare oltre, ne ha il tempo per soffermarsi sulle cose di ogni giorno, semplicemente cambia canale premendo un bottone.

Le cose non sono cambiate, siamo noi che le vediamo in maniera diversa.