Ah il web 2.0! Notevole, dinamico, in continua crescita. Ma che cos’è il web 2.0?
Il termine, dal mio punto di vista, è più marketing che un’efffettiva evoluzione, si certo interfaccie più accativanti, fruibilità dei contenuti, nuovi mezzi multimediali con cui divertirsi, in buona sostanza il web 2.0 è la gente, le persone.
E’ abbastanza evidente intravedere tra le mie parole il fatto che digerisco poco questo web 2.0, ciò deriva da una certa ansietà di massa che travolge praticamente tutti, in buona sostanza c’è la corsa al “servizio”, offerto s’intende, ovvero una esplosione di siti che offrono i più disparati servizi nella sfrenata ricerca delle rispettive aziende di ritagliarsi di una fetta di mercato. Da qui è facile fare 2 conti.
Mercato, marketing, pubblicità, interfaccie gradevoli attirano utenti e utonti che ben presto formano comunità o altresì detti “bacini di utenza” a cui sparafleshare altra pubblcità sottoforma di “ads”, da qui la volontà delle aziende ad offrire ancora più servizi “gratuiti” per attirare ancora più volume di utenti e via ricorsivamente.
Un’immensa macchina da miliardi questo web 2.0.
Ma non tutto il male viene per nuocere. Si è vero, è il mercato che comanda, ma dopotutto questa innovatività di interfacce ha messo il web alla portata di tutti, ed anche se possiamo detestare gli utonti, non è nemmeno eticamente giusto che la rete resti per una classe elitaria di utenti come lo è stata in passato.
Recessione.
Da un pò sento questa parolina ed articoli come “Venti di crisi sull’ICT mondiale”, non danno proprio il buon’umore alla mattina.
Da anni il mercato IT è saturo, non offre più niente di realmente nuovo sia in termini di prodotti che di servizi.
La gente è pervasa da un sacco di tecnologia che ancora non riesce a metabolizzare, e spesso ne è veramente stressata ma la foga di possedere l’ultimo gioelllino tecnologico è sempre tale che difficilmente ci si rinuncia. Un esempio è l’iPhone che dopotutto è solo un concentrato di tecnologie e design che si vede già da anni e alla fine è un telefono.
Non è certo difficile immaginare che tra qualche anno in commercio troveremo molti altri prodotti simili.
E’ normale. E’ il mercato.
Passando alle aziende si intuisce che se il mercato vende poco perchè le persone hanno tutto ciò che gli serve, o gli si crea un nuovo bisogno oppure si cerca di vendere servizi, ovvero io faccio qualcosa per te in cambio di qualcos’altro.
Questo poi succede nella pratica di tutti i giorni, se ti si rompe il computer o ti arrangi o chiami il tecnico, se non ti va il gestionale chiami l’assistenza, e cosi via, e contando quanta gente ha problemi ogni giorno presumo che di lavoro ce ne sia molto.
In definitiva la recessione è solo nella testa degli analisti, perchè la gente ha comunque bisogno di lavorare, possiamo tirare in ballo aziende finte come Google, Bin Laden, il petrolio, la realtà resta che le tecnologie e le persone cambiano ma il mondo non si può fermare.
Sicuramente questa crisi, se mai si manifesterà, porterà a galla nuove tecnologie che da anni sono osannate ma nessuno ancora ha visto in pratica.
La vera fantascienza oggi è riuscire ad usare quelle tecnologie.