2 articoli in 2 giorni, oddio sto diventando pazzo!
Allora ieri sera mi sono smazzato 1 ora e mezza di “Exit” su quel di La7 con la Ilaria d’Amico, il tutto per scoprire, incredibilmente, che le banche fanno di tutto per non pagare le tasse!
Ma andiamo per ordine.
Ad iniziare la serata uno sgargiante Brunetta ed i crateri marziani dell’amministrazione pubblica. Troppo ottimisticamente il buon ministro prevede di sistemare le cose con le sue nuove leggi, scrivo “troppo” perchè sostanzialmente, come ha detto un giornalista li presente, il tessuto delle istituzioni è ormai marcio, fin troppo adagiato in un metodo che è diventato abitudine.
Si è parlato tanto di meritocrazia ultimamente, il problema è proprio che qualcuno si è dimenticato di mettere questa parte nella nostra cultura.
7+ per l’impegno, le sue proposte appaiono decise, speriamo ne saranno contenti i suoi 60 milioni di “clienti”. Determinato.
Ma parliamo di banche, dicevo in pratica basta andare in Lussemburgo (dove attualmente ci sono più di 80.000 ditte registrate di origine italiana) a farsi un giro e perchè no creare una nuova azienda. Direte voi ma “chissamaiperchè” andare in Lussemburgo?
Il perchè è presto detto, e così si riassume: “Paradiso fiscale”.
La golosa verità è , tieni la parte fiscale lì al sicuro però lavori in Italia, un pò come fa anche ebay…
Che centra questo con le banche?
La banca, intesa come azienda, è costretta a versare allo stato le tasse sul fatturato, come tutti e quindi come fa ad “evadere”? Dichiarando delle perdite le quali non verranno tassate.
Parliamo di pronti a termine (o pronti contro termine).
I pronti contro termine (PCT) sono operazioni con le quali un venditore cede un certo numero di titoli (pronti) e si impegna, nello stesso momento, a riacquistarne uguale quantità a un prezzo e ad una data (termine) predeterminati. L’operazione consiste, quindi, in un prestito di denaro da parte dell’acquirente e un prestito di titoli da parte del venditore.
In pratica le banche vendono e comprano titoli tra di loro, magari con banche in paradisi fiscali dove l’aliquota è molto più bassa, perdendoci qualcosa ma sempre meno rispetto ad averci pagato le tasse.
Il tutto è perfettamente legale.
Ad oggi mi chiedo, ma ci prendono per il culo parlando di crisi?
La risposta è chiaramente si.
Tutto questo per arrivare un pò anche ai fantomatici Tremonti Bond, altra pagliacciata Made in Italy, ovvero “io ho una ricottina” (da qualche miliardo di euro) e la dò alle banche che poi la spartiranno alle piccole e medio imprese, de facto puttanata colossale, perchè tenendo conto i già pochi scrupoli che si fanno per non pagare le tasse, c’è da valutare anche che non sta scritto da nessuna parte che i soldi devono andare per forza alle imprese, sta solo nell’etica delle banche, quindi figuriamoci.
Io mi chiedo, risulta così difficile mettere nero su bianco questa “etica”??
Approssimativo? Sagace? Non avete capito un caxxo?
Tranquilli nemmeno io.








